Puntata di Lunedì 30 Agosto in onda su 7Gold dalle 20:30 alle 21:30. Ecco gli argomenti trattati:
COMPLIMENTI A...
CESENA, LECCE E BRESCIA
LE TRE SQUADRE ARRIVATE IN SERIE A.
IL LIBRO DELLA SETTIMANA
LA SUA AFRICA
di
Alberto Figliolia e Davide Grassi
“Io lavoro in Europa, ma sogno in Africa”. Con questa frase Samuel Eto'o ha sintetizzato il legame inscindibile con la terra delle sue origini. Quasi a voler sottolineare che sì, gioca, vince e guadagna nel Vecchio Continente, ma quando sogna il suo cuore torna in Camerun, in Africa. Un continente pieno di luci e ombre, proprio come Eto'o, protagonista di battaglie contro il razzismo e di una fondazione per aiutare i bambini del suo Paese ma anche dell'aggressione a un giornalista in sala stampa. L'essenza di Eto'o è però forse quel gesto fatto a Roma, nel 2009, dopo la rete che consegna al Barcellona la Champions League. Eto'o esulta, corre, e nello stesso tempo batte dei colpi con la mano destra sulle vene del braccio sinistro. “Es el sangre de mi padre”, il sangue di mio padre, dice. Con quel gesto Eto'o voleva ricordare a tutti, ancora una volta, da dove proviene il suo sangue. Si, lui si è affermato in Spagna, con il Barcellona è salito sul tetto d'Europa e ora si appresta a dominare con l'Inter. Ma il suo sangue è nero, arriva dal Camerun, dall' Africa. E questo, a Roma, ha voluto ribadire a tutti. Forse anche a se stesso.
Viaggio virtuale attraverso i siti web delle squadre di calcio
CESENA
LECCE
E BRESCIA
I PIU' FAMOSI FILM SPORTIVI
INVICTUS
di
Clint Eastwood
La storia è ambientata in Sudafrica, nel periodo immediatamente successivo alla caduta dell'apartheid (quindi nel 1995) e all'insediamento di Nelson Mandela come presidente. Appena entrato in carica, Mandela si pone l'obiettivo di rappacificare la popolazione del paese, ancora divisa dall'odio fra i neri e i bianchi afrikaner. Simbolo di questa spaccatura diventa la nazionale di rugby degli Springboks, simbolo dell'orgoglio afrikaner e detestata dai neri, che proprio in seguito alla caduta del regime dell'apartheid viene riammessa nelle competizioni internazionali dopo un boicottaggio di circa un decennio. In vista della Coppa del Mondo del 1995, ospitata proprio dal Sudafrica, Mandela si interessa delle sorti della squadra, con la speranza che una eventuale vittoria contribuisca a rafforzare l'orgoglio nazionale e lo spirito di unità del paese. In particolare, entra in contatto con il capitano François Pienaar, facendogli capire l'importanza politica della incombente competizione sportiva. Questa frequentazione fra Pienaar e Mandela dà inizio a una serie di eventi che rafforzano il morale degli Springboks (reduci da un lungo periodo di sconfitte) e li conducono fino a una insperata vittoria in finale contro i temibili All Blacks. Il successo della nazionale diventa simbolo della grandezza della neonata "Rainbow Nation"
CURIOSITA'
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