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Il Bello e il Brutto della TV - Puntata nr. 34

di Fabio Santini

Chi ha vinto il Campionato di calcio delle tv? E' scontato: Sky è come la Juventus. Non ha avversari. Non c'è nemmeno una Roma capace di insidiarne la leadership. Ottime le prestazioni dei conduttori Sara Benci (voto: 8) e Alessandro Bonan (voto: 7) per la sua lievità sempre elegante su Cielo (braccio digitale del canale satellitare). Ottimi gli opinionisti Alessio Tacchinardi (voto: 9) e Ciro Ferrara (voto: 8). La Rai è chiusa su se stessa. La Domenica Sportiva (nell'insieme, uno striminzito 6) ha fatto ascolti, ma andrebbe ripensata e stravolta come fosse una squadra che ha chiuso un ciclo. Lo stesso dicasi per Novantesimo Minuto. Le tv che fanno la telecronaca della radiocronaca (la partita senza immagini) si tengono strette i propri cavalli vincenti ma si vede lontano un chilometro che soffrono oltremodo della crisi che le attanaglia. Mediaset ha in Pierluigi Pardo (voto: 8) un bel cavallo. Il suo 'Tiki Taka' di Italiauno é l'unica novità degna di nota della stagione. E il settimanale del sabato 'XXL', condotto da Mino Taveri (voto: 7) ha un impaginato che non fa una piega. La satellitare Premium che potrebbe e dovrebbe essere la Roma anti-Juve perde il confronto con Sky: altro che 17 punti di distanza come nel Campionato vero. Qui siamo oltre i 30. C'è però un elemento che uniforma tutti i programmi di calcio: l'assenza di coraggio nel criticare aspramente, nel combattere battaglie vere per un calcio più equo (leggi la moviola in campo), la ricerca ossessiva dello humor. Non a tutti riesce. Anzi ad alcuni riesce, sì. Nell'essere patetico.

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libro-antonella-biscardiAntonella Biscardi

TUTTO (O QUASI) SU MIO PADRE
Con Aldo, due punti di vista paralleli

Un viaggio familiare e professionale a due voci, attraverso il mondo del giornalismo e della televisione in continuo mutamento ed evoluzione. Storie e aneddoti sia privati che degli innumerevoli personaggi che sono passati nel «bar dello sport» (come Giovanni Arpino definì l’innovativa trasmissione di Aldo Biscardi) o nel salotto di casa, comunque lo si voglia considerare, che è il «Processo di Biscardi», la trasmissione più longeva al mondo. Vizi e virtù di quanti sono stati ospiti,  visti da dietro le quinte e davanti alle telecamere, ognuno con la proprie manie, pregi e follie. Chiunque si sia interessato di sport, come addetto ai lavori, o come tifoso illustre è passato nella grande platea del «Processo». Dal «divino» Falcão al grande Diego Maradona, ospite  per un lungo periodo, con le sue strambe richieste. Dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, in diretta con temperature polari dalla Val Gardena, al senatore Giulio Andreotti, ironico e puntiglioso tifoso della Roma, fino al Presidente del Consiglio, nonché Presidente del Milan, Silvio Berlusconi, che più volte solo a Biscardi ha rilasciato le sue esclusive. E ancora: grandi colleghi, scrittori e registi. Un Biscardi inedito, vero, dove la straordinaria carriera è solo il filo conduttore per un’analisi del personaggio che, attraverso una raccolta delle sue memorie più belle, narra la storia calcistica e sportiva degli ultimi cinquant’anni. L’intervista a Kruscev uscì in prima pagina, era il 1956, la intitolai Ho brindato con Nikita Kruscev nei giardini del Cremlino. Ero a Mosca per seguire il Festival Mondiale della Gioventù insieme ad Enrico Viarisio, Federico Zardi e Vittorio Gassman: tre grandi dello spettacolo. Durante il ricevimento al Cremlino, quando fu il turno della delegazione italiana ne approfittai per intervistarlo. Prima di iniziare l’intervista, Kruscev mi mise in mano un panino al prosciutto e mi disse: «Mangia, mangia»...

Antonella Biscardi, nata a Napoli, vive a Roma dove si è laureata in architettura.
Dal  1993 svolge la sua attività nel settore della comunicazione televisiva, ideazioni di programmi e attività giornalistica per diverse testate, coniugando la sua passione per l'arte e la scrittura. È curatrice del «Processo di Biscardi» dal 1994.
 
Aldo Biscardi (Larino, 1930), ha fatto pratica di giornalismo sportivo collaborando dal 1952 al quotidiano napoletano «Il Mattino» e dal 1956 a «Paese Sera», di cui è diventato caporedattore. Nel 1979 ha iniziato a lavorare per la televisione come responsabile dei programmi sportivi della terza rete e nel 1980 inventa «Il Processo del Lunedì», comparendo davanti alle telecamere sin dal 1981 e affermandosi in seguito come conduttore unico.
Nel 1993 il giornalista passa a Telepiù 2, con un contratto che lo vincola fino al 1996 e con la responsabilità dell'intero palinsesto della rete sportiva a pagamento, dove ha riproposto un programma con la stessa formula del precedente: «Il Processo di Biscardi» in chiaro. Dal 1996 al 2006, ha condotto lo stesso programma e varie edizioni speciali su TMC diventata poi La 7.  Dall'agosto 2006 trasmette il suo Processo su 7Gold.

Titolo: Tutto (o quasi) su mio padre. Con Aldo, due punti di vista paralleli
Autore: Antonella Biscardi
Editore: Lìmina (collana Storie e miti)
Pagine: 133
Prezzo: 16 €

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